Glossario valanghe
In viaggio
A cui fare attenzione durante un'escursione
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All'inizio di ogni escursione è bene controllare nuovamente l'attrezzatura. Ad esempio ci si deve accertare che il localizzatore A.R.T.VA riceva e invii il segnale. Il capogruppo sintonizza il localizzatore sulla modalità invio. Tutti gli altri partecipanti prima controllano la ricezione del proprio localizzatore e poi lo impostano sulla modalità di invio. Il capogruppo sintonizza il localizzatore sulla modalità di ricezione. Ad uno ad uno ogni membro del gruppo passa davanti al capogruppo che così potrà controllare la funzione di invio di ogni localizzatore. Al termine anche lui imposterà il localizzatore e darà inizio all'escursione. L'ideale è portare il localizzatore sulla propria persona per tutta l'escursione e di provare la funzione di invio nuovamente prima della partenza.
In fase di salita un comportamento consono alla situazione riduce il pericolo di valanghe. Ad ogni sguardo si effettua una valutazione sistematica del territorio con questi criteri:
Dalla valutazione del territorio si deve poter impostare un percorso ideale dal punto di vista del gruppo, del terreno, della situazione valanghe e della qualità della neve. Da evitare le conformazioni del terreno sfavorevoli come i canaloni, a favore di quelle favorevoli come le dorsali. Per ridurre ulteriormente i rischi occorre mantenere delle distanze di alleggerimento (almeno 10 m) e attraversare i canaloni uno per volta, il più in alto possibile.
Nell'apripista è decisiva anche l'inclinazione del pendio. Dal momento che il livello di rischio aumenta la probabilità di distacco di valanghe su un'ampia area, occorre monitorare anche le zone più ampie.
E questo vale non soltanto in fase di salita, ma anche, e soprattutto, in fase di discesa.
Livello 1 – Valutazione diretta nell'area tracciata
Livello 2 – Valutazione dell'area circostante al tragitto (da 20 a 40 m)
Livello 3 – Valutazione complessiva dell'interno pendio
Livello 4 – Valutazione complessiva del settore (area topografica).
Tenetevi a distanza dai pendii con oltre 30° di inclinazione. Evitate assolutamente zone di deflusso. Le marcature laterali sulle mappe in scala 1:25000 consentono di leggere la ripidezza dei pendii. Altrimenti si può sempre ricorrere al trucco del pendolo con le racchette da sci.
Durante l'escursione occorre riconoscere segnali acustici e visivi per poter decidere come gestire il rischio. Solo chi ha consapevolezza di tutto il contesto può adattare il proprio atteggiamento alla situazione. I segni lasciati dal vento sono testimoni della sua direzione. I tonfi, le incrinature del manto nevoso o i banchi di neve spontanei sono chiari segnali di pericolo imminente.
La pista da seguire in salita così come in discesa deve essere scelta accuratamente dopo una sistematica valutazione del terreno. Proprio nella fase di discesa, quando si è in accelerazione e la dinamica personale ne caratterizza l'ebbrezza, la soglia di rischio viene presto superata. Sapersi organizzare in funzione della situazione aiuta a ridurre i rischi della discesa.
Di seguito altre regole d'oro:

In fase di salita un comportamento consono alla situazione riduce il pericolo di valanghe. Ad ogni sguardo si effettua una valutazione sistematica del territorio con questi criteri:
- orientamento (dove sono, dov'è la meta intermedia e finale)
- stima della situazione valanghe del tratto successivo
- punto più agevole sul terreno
- riflessioni sulle misure per minimizzare il rischio.
Dalla valutazione del territorio si deve poter impostare un percorso ideale dal punto di vista del gruppo, del terreno, della situazione valanghe e della qualità della neve. Da evitare le conformazioni del terreno sfavorevoli come i canaloni, a favore di quelle favorevoli come le dorsali. Per ridurre ulteriormente i rischi occorre mantenere delle distanze di alleggerimento (almeno 10 m) e attraversare i canaloni uno per volta, il più in alto possibile.
Nell'apripista è decisiva anche l'inclinazione del pendio. Dal momento che il livello di rischio aumenta la probabilità di distacco di valanghe su un'ampia area, occorre monitorare anche le zone più ampie.
E questo vale non soltanto in fase di salita, ma anche, e soprattutto, in fase di discesa.
Livello 1 – Valutazione diretta nell'area tracciata
Livello 2 – Valutazione dell'area circostante al tragitto (da 20 a 40 m)
Livello 3 – Valutazione complessiva dell'interno pendio
Livello 4 – Valutazione complessiva del settore (area topografica).
Tenetevi a distanza dai pendii con oltre 30° di inclinazione. Evitate assolutamente zone di deflusso. Le marcature laterali sulle mappe in scala 1:25000 consentono di leggere la ripidezza dei pendii. Altrimenti si può sempre ricorrere al trucco del pendolo con le racchette da sci.
Durante l'escursione occorre riconoscere segnali acustici e visivi per poter decidere come gestire il rischio. Solo chi ha consapevolezza di tutto il contesto può adattare il proprio atteggiamento alla situazione. I segni lasciati dal vento sono testimoni della sua direzione. I tonfi, le incrinature del manto nevoso o i banchi di neve spontanei sono chiari segnali di pericolo imminente.
La pista da seguire in salita così come in discesa deve essere scelta accuratamente dopo una sistematica valutazione del terreno. Proprio nella fase di discesa, quando si è in accelerazione e la dinamica personale ne caratterizza l'ebbrezza, la soglia di rischio viene presto superata. Sapersi organizzare in funzione della situazione aiuta a ridurre i rischi della discesa.
Di seguito altre regole d'oro:
- mai superare la guida
- scegliere uno stile di sciata adatto al proprio livello
- valutare tragitti parziali in base alle proprie capacità
- stabilire punti di incontro sicuri lontani dalla linea di discesa
- le aree di confine laterali circoscrivono un pendio pericoloso
- monitorare i componenti del gruppo